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Note dal set

Note di Produzione

Liberamente tratto da "La Badessa di Castro" di Stendhal, "Il Falco e la Colomba", ambientato nella Roma papalina del 1500, racconta la contrastata storia d'amore tra due giovani di diversa estrazione sociale. Le problematiche di ambientazione scenografica sono principalmente riconducibili alla sovrapposizione architettonica delle epoche successive, riscontrate nella gran parte delle proposte d'ambienti. Pertanto il principale problema è stato quello di individuare delle location importanti per la valorizzazione del periodo storico ma, allo stesso tempo, poco inquinate da interventi di epoche successive.E' stato un difficile, lungo lavoro di scouting con sopralluoghi in tutto il territorio italiano, durato all'incirca quattro mesi. Alla fine, ecco la scelta di location preziose come l'Abbazia di S. Maria di Propezzano, per la prima volta utilizzata quale set cinematografico, il Palazzo dei Papi di Viterbo, il Palazzo Farnese a Caprarola, Villa d'Este a Tivoli, la splendida Villa i Collazzi di Firenze, attribuita a Michelangelo, e ancora, il centro storico di Pienza e alcuni particolari, incontaminati scorci della Val d'Orcia.

I Costumi
di LUCIANO CAPOZZI

La storia de "Il Falco e la Colomba" si svolge attorno al 1530. Il costume italiano di quel periodo, assieme a quello dell'impero romano, è sicuramente il più conosciuto e ammirato nel mondo. Innumerevoli sono le grandi opere pittoriche dalle quali prendere ispirazione. Tuttavia, nell'elaborazione dei costumi di questa serie si è voluto evitare una ricostruzione esclusivamente filologica, che rischiava l'effetto "museale". Si è cercato, piuttosto, di trovare, pur nel rispetto del periodo, quei caratteri del costume che potessero affascinare e avvicinare il grande pubblico alla storia. Lo stile dell'epoca ad esempio, prevede l'arrotondamento della linea degli abiti, che sino ad allora avevano disegnato delle figure decisamente più sottili ed allungate. Questa ricchezza di volumi, la si è ottenuta, mantenendo tuttavia una proporzione più contenuta, sicuramente più comprensibile e apprezzabile da un pubblico contemporaneo.
La sontuosità del periodo, piuttosto, è stata sottolineata dall'uso dei tessuti e dalla tavolozza cromatica.
Dovendo rappresentare due mondi distinti e separati, quello plebeo e paesano di Giulio e quello più nobile della protagonista femminile, ci si è mossi su una gamma di colori e materiali diametralmente opposti: il cuoio, la corda, i lini grezzi per i costumi de "Il Falco", di Lisetta ed in parte della stessa Marietta; i broccati (scelti nelle gamme più stilizzate del ton surton), i velluti, le mussole, le bordature di pelliccia, così come i leggerissimi "veli di cipolla" per Elena e Beatrice. Nell'elaborazione dei costumi nuovi, così pure come nella ricerca del materiale di repertorio, mi sono potuto avvalere della collaborazione delle più grandi sartorie cinematografiche italiane: dalla storica casa D'arte Peruzzi di Firenze, al laboratorio Costumi d'Arte di Mario Russo per i tagli maschili e quelli più rigorosi di Elena; dall'Atelier di Daniele Gelsi, che ha realizzato tutti i restanti abiti femminili, alcuni dei quali interamente ricamati a mano, alle sartorie Neri, Farani e Anna Mode per la ricerca di materiale di repertorio, tra cui spiccano costumi storici usciti dalle mani di maestri come Donati, Escoffier, Carramba, per non parlare dell'apporto dei tanti orafi che hanno realizzato i vari gioielli presenti nel film, così pure per i cappelli, interamente realizzati a mano dalla ditta Pieroni di Roma.
Il tutto per garantire una qualità alta di tipo cinematografico a questa grande produzione in costume.

Le scenografie
di COSIMO GOMEZ

La cifra stilistica del progetto scenografico de "Il Falco e la Colomba" su richiesta della rete e del regista, Giorgio Serafini, è stata quella di realizzare ambienti (sia interni che esterni) che non fossero una pedante ricostruzione storica del 1500 ma, pur mantenendo i canoni stilistici corretti, interpretassero in maniera moderna lo spirito dell'epoca.
In questa prospettiva la ricerca delle location più importanti si è "naturalmente" indirizzata verso la Toscana, culla del Rinascimento italiano e notevole cornice allo svolgimento della storia narrata.
Dopo approfondite ricerche e grazie alla collaborazione della Toscana Film Commission si è scelto di girare presso la Villa Medicea "I Collazzi" (che mai aveva ospitato una troupe) attribuita a Michelangelo, perfetta per ambientare il nucleo delle vicende della famiglia Campireali.
L'ambientazione cinquecentesca, poco raccontata nel cinema e nelle serie televisive italiane, ci ha posto di fronte un progetto difficile ma stimolante che ha portato alla ricostruzione di gran parte degli arredi, degli ambienti, delle carrozze e delle armi.
Un lavoro impegnativo per un grande progetto che ha radici nella storia ed un'immagine contemporanea.