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Note di produzione

Note di Produzione

"Made in Italy" è una serie che avevo in mente da tanto tempo e che finalmente sono riuscita a portare sullo schermo. È un progetto in cui credo molto, assolutamente innovativo, sia per l'Italia che a livello internazionale, per l'inedita combinazione di un genere poco frequentato in Italia come la Romantic Comedy, con il Period Drama basato su fatti e personaggi reali.

La mia idea era infatti quella di raccontare per la prima volta il momento storico straordinario in cui è nato il Made in italy negli anni'70 e i suoi eccezionali interpreti, per riuscire a trasmettere l'energia e l'entusiasmo di quel periodo la scelta è stata quella di mettere al centro della scena un personaggio femminile forte, dinamico, e insieme sensibile e capace di cogliere il lato umano, le geniali intuizioni degli stilisti che incontrerà. La combinazione di questi due ingredienti, la storia vera e la protagonista, è stata raccontata con un tono e uno stile narrativo e visivo che riprendesse le commedie romantiche di ispirazione anglosassone che ci sanno emozionare e insieme far sorridere con eleganza. 

Un altro obiettivo a cui tenevo molto era quello di raccontare un'Italia diversa da quella che viene spesso rappresentata in tv o a cinema: l'Italia della creatività, del lavoro, del successo, un'Italia che ci viene invidiata in tutto il mondo. 

Per realizzare questi obiettivi è stato fondamentale poter contare sul lavoro di un gruppo di grandi professionisti che con entusiasmo hanno sposato il progetto consentendoci di raggiungere un risultato qualitativamente molto elevato.

In questa operazione siamo stati appoggiati dalle grandi case di moda che hanno capito il profondo rispetto e l'ammirazione con cui abbiamo affrontato la loro storia: ci hanno aperto i loro archivi, ci hanno raccontato aneddoti preziosissimi, e soprattutto ci hanno dato la possibilità di mostrare nella serie i veri abiti dell'epoca. 

I due registi e tutti i professionisti della troupe hanno cercato, attraverso uno stile visivo innovativo e nello stesso tempo assolutamente rispettoso del minimo dettaglio, di far rivivere tutto questo: un'epoca, i suoi protagonisti, le creazioni degli stilisti. Il tutto senza dimenticare, naturalmente, che le serie tv sono prima di tutto meccanismi narrativi capaci di attivare emozione e coinvolgimento: i personaggi della nostra serie sono quindi stati disegnati dagli sceneggiatori per potersi inserire nel modo più credibile possibile in quest'epoca e in questo mondo. 

Ma naturalmente non sarebbe stato possibile rendere vive e tangibili le emozioni di questo racconto, se non avessimo avuto a disposizione un cast veramente unico per la televisione italiana. Grazie al loro talento e all’entusiasmo con cui hanno partecipato alla nostra sfida, l’idea sulla carta si è fatta reale.

Per ultima cosa vorremmo citare il ruolo di Milano: il Made in Italy è nato a Milano e senza Milano, le sue vie, i suoi palazzi nascosti e preziosi, i suoi scorci tutti da scoprire, questa serie non avrebbe il suo sapore e il suo gusto.

Vorrei dedicare un ringraziamento speciale al team editoriale di Taodue - Giorgio Grignaffini e Lodovica Etteri - agli sceneggiatori Laura e Luisa Cotta Ramosino e Paolo Marchesini e ad Ada Bonvini che con The Family ha coprodotto la serie; un ricordo particolare va poi a Mauro Spinelli, che ci ha lasciato prima di poter vedere sullo schermo il risultato del suo lavoro. Per ultimo il mio ricordo va a Franca Sozzani, carissima amica e figura fondamentale della moda italiana, i cui aneddoti e racconti sono stati raccolti dagli sceneggiatori della serie prima che ci lasciasse.

Sono sicura che il pubblico sentirà tutta la passione e l'immenso lavoro con cui ci siamo avvicinati al progetto e siamo pronti a continuare la storia della moda italiana e dei nostri protagonisti in una nuova stagione di "Made In Italy".

Camilla Nesbitt 

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