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Note di regia

Note di Regia

"Made in Italy" vuole essere un romanzo di formazione; la storia di una ragazza che, tra caso e necessità, cercando un lavoro, entra in punta di piedi nella redazione di Appeal e attraverso la rivista diventa grande, scoprendo un mondo pieno di fermento ed energia. Irene, la nostra protagonista, diventa la voce di un'epoca e di una città, Milano, che proprio negli anni del nostro racconto, si appresta a diventare la Capitale della Moda. 

Attraverso la scoperta della Moda e dei sui creatori, Irene intraprende un processo di crescita, che la porta prima a distanziarsi dalle sue origini, per poi recuperarle e capirne l'importanza, risolvendo il difficile rapporto con un padre particolarmente chiuso e conservatore, capace anche lui aprirsi, grazie all'esperienza della figlia.

Attraverso gli occhi di Irene, puri ed entusiasti, lo spettatore viene accompagnato alla scoperta di un mondo in divenire, che si trasforma in industria e sistema, facendo la conoscenza dei grandi interpreti di quegli anni. Irene conoscerà il rivoluzionario Walter Albini, il padre del pret-à-porter, e poi Krizia, la "crazy" della moda italiana, e ancora Ottavio e Rosita Missoni, che condivideranno con lei il loro entusiasmo contagioso. E poi gli emergenti: Armani, Versace e Fiorucci, fino a Valentino che ha saputo intuire i tempi aprendosi al pret-à-porter. I loro abiti, le loro parole, la loro voglia di cambiare le cose sono la rivoluzione che trasformerà per sempre Irene, Milano e l'Italia. Una rivoluzione diversa da quella che negli stessi anni si cerca di avviare con le lotte sociali, la violenza, il terrorismo, ma che a differenza di questa, con sogni, entusiasmo, fantasia, personaggi eccezionali, avrà successo.

Lo stile visivo, decisamente cinematografico, attento a ricreare l'epoca senza cadere nella trappola della "cartolina", l'uso della macchia a mano, l'attenzione al dettaglio delle scenografie e i favolosi abiti originali delle Maison (che hanno collaborato aprendo i loro preziosi archivi) immergeranno lo spettatore in una storia unica, che racconta un momento magico, in cui talento e allegria si sono incontrate in un'unica città e l'hanno fatta diventare la Capitale della Moda.

Per realizzare tutto questo era impensabile non avere un cast di prim'ordine ed è stato fondamentale e molto  interessante  per noi coniugare la professionalità e l'esperienza di grandi nomi come Margherita Buy, che interpreta  in modo inedito e superlativo un'importante giornalista dell'epoca che prende sotto la sua ala protettrice la nostra protagonista, Giuseppe Cederna, l'illuminato direttore della rivista, Sergio Albelli e Valentina Carnelutti, il cuore operativo di Appeal, insieme alla freschezza di nuovi talenti. Greta Ferro, Fiammetta Cicogna o Maurizio Lastrico hanno veramente regalato un'energia inaspettata alla serie, dando vita a personaggi a cui ci si affeziona e che raccontano molto bene un cambiamento sociale epocale. Proprio questo costante confronto ha, a nostro avviso, esaltato le prestazioni dei giovani esordienti così come quella degli esperti e navigati attori con un risultato di altissimo livello.

La co-regia infine si è dimostrata davvero un'esperienza stimolante. Lavorare in coppia, distribuendosi le responsabilità e le pressioni, su un progetto così impegnativo, si è dimostrata una scelta fondamentale. Amici da lungo tempo, la nostra sinergia è stata sempre costruttiva, ci ha permesso di avere su ogni scena e su ogni dettaglio quattro occhi e due cervelli al lavoro e ci siamo resi conto con il passare delle settimane dell'efficacia della complementarità dei nostri sguardi e delle nostre sensibilità, rendendo per noi il risultato sempre molto valido sia drammaturgicamente che visivamente.

Ora la speranza è che il pubblico, anche internazionale, vista la curiosità delle tv estere su un tema così "Italiano", la pensi allo stesso modo.

Luca Lucini e Ago Panini

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