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NOTE DI REGIA


Diversamente dai protagonisti, il mio amore per questa storia e' stato chiaro da subito. Sin dai copioni si respirava una leggerezza magica, sognante, tipica delle infatuazioni esotiche, di quei momenti spesso destinati a svanire dietro le porte di un aereo. 

Eppure questi due personaggi si ostinavano a rincorrersi con il pensiero, attraverso delle vere e proprie visioni l'uno dell'altro.
Visioni che persistevano invadenti nelle loro vite e che se da un lato non li facevano mai sentire soli, in realta' stavano mostrando loro quanto soli fossero nel profondo, quanto irrinunciabile fosse stato quell'incontro casuale.

E' stato avvincente cercare sempre modi nuovi di raccontare le vite parallele di Candela e Massimo, utilizzando le loro visioni in un gioco caleidoscopico (e di certo un po’ schizofrenico per i due magnifici interpreti) tra Roma, Siviglia e Praga, dove questi due corpi, chi materiale chi no, attraversano continuamente lo spazio per sopravvivere nei pensieri dell’altro nonostante la distanza.

Come regista non impongo mai aprioristicamente uno stile visivo a cio' che dirigo, ogni storia ha il suo stile, ma "Lontano da te" si prestava a un racconto modernissimo e vivace, che alternava effetti speciali a scene intimissime, con una macchina da presa leggiadra, quasi sempre in movimento, come i sentimenti dei personaggi. 

Non sono mancate le sfide, come imparare lo spagnolo in poche settimane per assecondare e cavalcare le differenti tecniche di recitazione di un cast internazionale strepitoso. 

In tutto e per tutto mi e' stata lasciata dalla produzione una grandissima liberta', nella scelta del cast e nello stile, che spero di aver ripagato con un racconto appassionato, pop e sofisticato che alterna continuamente commedia, sentimento e una buona dose di follia.

Un po' come la nostra vita quando siamo innamorati.

Ivan Silvestrini

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