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Note di Regia  (di Stefano Reali)

Non avevo mai fatto un "sequel", prima di "Le Ali della Vita 2". Non solo, nelle sei miniserie televisive che ho scritto e diretto fin ad ora, ho sempre cercato di cambiare genere. [...]

A me piace cambiare. Mi spinge a fare ricerche, a studiare, a conoscere nuovi mondi, magari lontani da me. Se non cambi film, non fai ricerche, rischi di impigrirti... Ma stavolta non potevo tirarmi indietro, per tanti motivi. Perché con Sabrina Ferilli e Virna Lisi c'era stato un rapporto di lavoro splendido, esaltante, creativo e anche perché nella rievocazione di quel periodo storico c'era qualcosa che ha affascinato tutti noi. [...]

Insomma,  il periodo delle riprese di "Le Ali della Vita" era stato talmente bello che ho proposto io stesso di farne un seguito, anche solo per poter passare altro tempo con le stesse persone, accanto agli stessi personaggi. Ma, al tempo stesso, dovevo fare i conti con il mio desiderio di cambiare. E così, abbiamo cambiato tutto, o quasi. Niente più collegio femminile, ma un orfanotrofio. Niente più ragazze di buona famiglia ma bambini abbandonati. Niente più paesino sulle alpi ma Milano e la pianura padana. Abbiamo cambiato anche il genere. Al posto del romanzo di formazione, qui c'è l'educazione sentimentale di uno psicotico, che evolve in un dramma processuale. [...]

Insomma, abbiamo cercato di fare letteralmente un altro film, rispetto all'originale. [...]

Per quanto riguarda la lavorazione, le cose sono andate bene. L'unico vero problema è stato ricreare la piovosità e ed i climi nebbiosi di Milano e della bassa padana girando durante una primavera eccezionalmente mite (quale è stata quella del 2001).  Direi che siamo stati fortunati e spero che lo sia anche il film!

Stefano Reali

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