l-amore-e-la-guerra/stagione-1

Note di produzione


Nella realizzazione de "L'Amore e la Guerra" la produzione ha prestato molta attenzione alla ricostruzione storica. La costumista Marina Roberti ha studiato molti figurini d'epoca per la realizzazione delle toilette femminili sfoggiate nella fiction da Martina Stella, dalla madre di lei, interpretata dall'attrice Silvia Cohen, e dall'enigmatica amante del capitano, Helene Nardini. Più impegnativa la realizzazione delle uniformi militari.

La consulenza militare è stata assicurata dal colonnello Stefano Basset, direttore del Museo Storico Nazionale degli Alpini di Trento, appassionato collezionista che ha elargito preziosi consigli sugli usi militari ed ha fornito personalmente oggetti originali.

Oltre due mesi di lavorazione nei luoghi originali della "Grande Guerra" tra Rovereto, Lavarone, la Val Senales ed il Passo del Tonale. Un'occasione per illustrare aspetti meno noti del conflitto. Uno fra tutti, le 'madrine di guerra', donne d'alto ceto che, come il personaggio interpretato da Martina Stella, corrispondevano con i militari al fronte pur senza conoscerli.
 
Sempre il personaggio della Contessina Regis, insieme a quello della capo infermiera interpretata da Emanuela Grimalda, testimoniano come quella guerra vide, per la prima volta in Italia, la partecipazione diretta delle donne al conflitto, impegnate sia nelle retrovie sia al fronte come volontarie della Croce Rossa il cui Corpo infermieristico durante la guerra raggiunse le 8000 unità e venne guidato dalla moglie del duca d'Aosta, Elena di Orleans che, come molte infermiere, guadagnò sul campo la Medaglia d'Argento al valor militare.

Anche il piano ideato dal sergente Parri, alias Daniele Liotti, ha un riscontro storico in quella che venne definita la 'guerra di mina', ovvero la realizzazione di profonde gallerie nelle viscere delle montagne allo scopo di far saltare, con tonnellate di esplosivo, alcune imprendibili postazioni nemiche. Una tecnica utilizzata dagli italiani e dagli austriaci che, ancora oggi, segna profondamente la topografia di alcune montagne dolomitiche.

Pubblicità