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Note di regia

a cura di Alexis Sweet

Per raccontare il "Il Tredicesimo Apostolo" è necessario partire da una premessa: volevamo fare una serie nuova e coraggiosa... nuova in quanto sapevamo di collocarla in un panorama televisivo come quello italiano dove sarebbe stata la prima serie a trattare l'argomento del paranormale in maniera approfondita e coraggiosa perché abbiamo voluto creare e soddisfare aspettative di un pubblico molto vasto come quello di Canale 5 ancora non abituato a questo tema.

Quando mi hanno proposto questa serie, la mia prima preoccupazione è stata quella di comprendere l'atmosfera e il mood all'interno dei quali i miei personaggi avrebbero dovuto agire, con la consapevolezza che avrei avuto a che fare con una cornice paranormale ed esoterica. Durante i mesi di preparazione abbiamo speso moltissima energia per fare dell'atmosfera uno dei veri protagonisti del film.

La seconda preoccupazione è sorta spontanea: dove ambientare un film del genere? Abbiamo optato per Roma, ma la nostra Roma è diventata una Roma insolita, una Roma papale ma oscura che ospita una congregazione del Vaticano che si occupa di questioni metafisiche, fatta di uomini di chiesa che si circondano di misteri e segreti.

I nostri personaggi, la loro peculiarità e soprattutto la loro ambiguità hanno influito molto sull'approccio artistico degli attori che li interpretavano. Pensiamo a Gabriel Antinori (Claudio Gioe), un prete gesuita e un professore universitario di teologia, ma anche un uomo che porta il fardello di un segreto di cui lui stesso non conosce tutte le sfumature.  E' un membro attivo della "Congregazione della Verità" e per suo conto un detective di casi paranormali.

Non è semplice, anche per un attore come Gioè, interpretare un ruolo simile. Negli USA sono molteplici le serie televisive che trattano l'argomento e i personaggi che hanno analogie con quello di Gabriel. Ma in Italia non c'è alcun tipo di modello da cui trarre ispirazione. Abbiamo costruito un personaggio del tutto nuovo, scavando nel profondo del suo carattere e delle sue emozioni. Insieme ci siamo resi conto che nonostante Gabriel sia un personaggio al di fuori dal comune, dotato di poteri inimmaginabili, è prima di tutto un uomo di fede...

Molto diversa da Gabriel, ma altrettanto complessa, è Claudia Munari (Claudia Pandolfi). Una psicologa affermata, una donna di scienza e autrice di libri che mettono a nudo i falsi profeti del mondo paranormale.

Gabriel e Claudia rappresentano due punti di vista molto distanti tra loro, ma quando i due personaggi si incontrano l'empatia è immediata. Nell'arco della narrazione Claudia imparerà a guardare oltre il suo scetticismo, fino a mettere in dubbio tutto ciò in cui ha sempre creduto. L'alchimia che si crea fra questi due personaggi è la chiave della serie. "Il Tredicesimo Apostolo" ritraccia tutti i limiti dell'impossibile,  dall'amore alla fisica...

E in una serie del genere non potevano di certo mancare gli effetti speciali. Il mio approccio è stato metodico: partendo dal concept brainstorming, abbiamo pianificato ogni dettaglio, disegnato storyboard e fatto infinite riunioni. Ci sono più di 400 effetti, dal green screen, alla computer grafica, agli effetti meccanici.

Ma gli effetti speciali non sono bastati per creare l'atmosfera che volevo dare al film. Ne "Il Tredicesimo Apostolo" ho voluto sostituire l'adrenalina – fortemente presente in altre mie regie del passato, come "Intelligence, servizi & segreti" o "RIS - Delitti Imperfetti" - con la tensione e la suspense, tenendo la macchina da presa sempre in movimento e adottando un montaggio poco invasivo e fluido.

"Il Tredicesimo Apostolo" è una scommessa per la rete e una sfida per me. Ammetto di essere un po' inquieto nell'attesa di sapere come verrà accolto dal pubblico. Ma se la serie dovesse trovare il riscontro che spero, potrebbe essere lo stimolo per l'introduzione di nuove tendenze e format all'interno del panorama televisivo italiano.

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