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Note di regia

I cerchi nell’acqua adatta e sviluppa il soggetto di una serie francese di grandissimo successo: Le miroir de l’eau. Il plot di questa serie mescolava abilmente dei generi diversi: il mistery, il giallo, la storia sentimentale e, in parte, il feuilleton. Nell’adattare per la televisione italiana questo plot ho cercato di potenziare il versante mistery e quello giallo che la storia originaria conteneva in nuce, ma che non sviluppava del tutto.
Naturalmente, la scommessa del progetto consisteva tutta nell’ottenere un amalgama avvincente tra le varie componenti della storia, cosa che ho tentato di fare, con l’attento ausilio di Marco Videtta e Gloria Giorgianni, già in sede di scrittura.

 

Nel dirigere la serie ho poi tentato di porre l’accento sulle peculiarità della storia, studiando attentamente gli aspetti scenografici, fotografici, musicali e di montaggio adatti ad illustrare un genere non molto frequentato dalla televisione del nostro paese. In questa ottica, le scelte operate insieme ad Enrico Serafini (scene e costumi), Lorenzo Adorisio (fotografia), Paolo Vivaldi (musiche) e Roberto Siciliano (montaggio) sono state orientate verso una composizione che proponesse al pubblico un racconto teso e misterioso, attento alla psicologia dei personaggi, ma anche al ritmo serrato e ai colpi di scena.

 

Un’idea guida che ci ha indirizzato e sostenuto nel nostro lavoro è stata quella di mantenere in tutte le scene non di genere un tono naturale e realistico, tale da permettere al pubblico un’identificazione con la serie.

 

Un discorso a parte merita il cast. Una storia come quella dei Cerchi nell’acqua richiede un cast di attori bravi. A questo proposito, l’apporto di umanità, di bravura e di bellezza fornito da Alessio Boni, Vanessa Incontrada, Paola Pitagora e dall’intero cast, hanno fornito un contributo vitale alla realizzazione di questo ambizioso, e spero vincente, progetto.  

 

Umberto Marino
 

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