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Note dal set


Note del Regista

Carlo Carlei

Ho sempre voluto fare un film sulle laceranti contraddizioni dell'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Cercavo una storia di forte impatto emotivo che potesse dar vita a un'opera originale e personale, diversa da ciò che si era visto finora sull'argomento. Una storia da raccontare con stile visionario e iperrealista che consentisse agli spettatori di imbarcarsi in una ideale macchina del tempo e di sperimentare emozionalmente in prima persona alcuni tra gli eventi  più tragici della nostra storia. 

Leggendo il racconto di Alexander Stille "Il rabbino, il prete e l'aviatore", sono rimasto colpito dalla capacità con la quale molti ebrei italiani hanno saputo organizzarsi e lottare per la salvezza di se stessi e del proprio popolo negli anni terribili della guerra. Ed è proprio da questa scintilla di speranza che volevo partire. In quell'enorme tragedia e nell'assurdità banale del male mi è sembrato importante concentrarmi in particolare sulle vicende personali di Massimo Teglio, ebreo sui generis, provetto pilota, ben inserito nella buona società di Genova e amico di personaggi importanti tra i quali Italo Balbo. Massimo Teglio, sfuggito più volte alla cattura nazista, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "Primula Rossa", in seguito all'inasprirsi delle rappresaglie tedesche nell'autunno del 1943 a Genova, si assume il compito di ripristinare clandestinamente, grazie all'aiuto della Curia genovese, l'attività della Delasem, la Delegazione Assistenza Emigranti, che diventa il fulcro dell'opera di assistenza e salvataggio di molti ebrei italiani.

"Fuga per la libertà - L'aviatore" è anche una storia di amicizie - amicizie spezzate e amicizie vere tra ebrei e cattolici, una storia di rapporti che travalicano le convinzioni personali e religiose e che ben sintetizzano lo spirito di solidarietà che ha animato tanti Italiani impegnati in prima linea contro la barbarie nazi-fascista. 
Nel film, basato su fatti e personaggi realmente esistiti, si mescolano i toni del thriller e del cinema noir americano degli anni cinquanta. "Fuga per la libertà - L'aviatore" è un dramma storico in cui la scelta morale è il perno attorno al quale ruota un'azione intensa e travolgente, che scorre veloce verso un finale ricco di suspense che premierà il coraggio e la temerarietà del protagonista. Sullo sfondo c'è un'Italia allo sbando, stretta al Nord nella morsa dell'occupazione tedesca e alla mercè del servilismo fascista.  In primo piano, ci sono gli Italiani che non vogliono abbassare la testa, gente semplice e per bene, eroi cattolici ed ebrei come Massimo Teglio, Lelio Vittorio Valobra, Don Francesco Repetto, il Rabbino Riccardo Pacifici. Uomini capaci di lottare che hanno sposato la causa della solidarietà, pagando anche con la propria vita il loro coraggio, a causa di una guerra folle e assurda.

A questi grandi Italiani è dedicato questo film. Alle generazioni di oggi e di domani l'invito a non dimenticare.
 

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