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Note del regista


Ci spiega Pingitore: "Chi saprebbe menzionare a memoria i sette peccati capitali? Provateci! Ve ne mancherà sempre almeno uno. Ecco allora un film, non il primo e probabilmente neanche l'ultimo, che ripropone i sette peggiori vizi dell'umanità, aggiornandoli adeguatamente al tempo della televisione e dei telefonini."

Così la Gola fornisce materia per un reality dal titolo emblematico "Morti di fame".
La Lussuria viaggia e si svela sui messaggini di un telefonino galeotto, che compromette un sacco di persone insospettabili.
L'Ira permea di sé un dibattito televisivo intitolato addirittura "La tolleranza", al punto da provocare una rissa furibonda e la conseguente distruzione di uno studio.

L'Invidia è quella di una ragazza d'oggi, vittima dei modelli imposti dai giornali e dalla tv, che arriva a sconciare il proprio corpo e il proprio viso alla ricerca di una perfezione che il chirurgo plastico non potrà mai darle.
La Superbia è quella di un super-conduttore televisivo, che vuole apparire amico di tutti e col cuore in mano, ma una volta spente le telecamere si rivela un'autentica iena.

La Pigrizia è il peccato che un marito indolente e prevaricatore si troverà a scontare quando sarà costretto a correre e a gettarsi dai tetti sotto la minaccia della pistola di un rapinatore.
L'Avarizia è il peccato di sempre, forse il più antico. Ed è quello che spinge un "finanziere" ad accumulare un tesoro, facendo condurre alla propria famiglia la più miserevole delle esistenze.
L'avaro arriverà al punto di rubare i pacchi di vestiti smessi che la gente deposita negli appositi contenitori stradali! Ma, anche per lui…


 

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